La foresta nera

Potevo avere il cuore dell’istrice o i passetti sicuri dello scoiattolo. Potevo essere come i sassi e le foglie nello zucchero della  loro primavera. Ma mi hai fatta come  l’uccellino che si ammala per ogni notte che scende.  E mi stiro come la vela al bentu de soli, mi stiro fra le braci del letto e piango il tempo come fende le acque scure, coi suoi legni muti.

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