Le parole e il silenzio

Martedì 30 maggio sono stata a Pisa per la presentazione del libro “Il soprannaturale letterario” di Francesco Orlando, edito da Einaudi. Mentre cammino le suole si imparentano alla pietra di Corso Italia e c’è un’aria granulosa in cui le siepi esprimono polvere e un certo senso di attesa. Ma più addentro ancora, nel cuore del selciato, c’è un fondo di acqua di torba, di quella leggerezza che hanno i suoli deboli quando si confondono con le bestie più piccole, come se tutte le zanzare dovessero levarsi dalla scorza dei pini e dalle vasche delle fontane. Sul Polo Carmignani pesa l’umidore dell’Arno.

Mi siedo e ricordo le lezioni del professor Francesco Orlando, quasi agli stessi banchi, quando parlava di teoria della letteratura seguendo il percorso di grandi orizzonti di senso, le suggestioni di capacità sottili di separazione e di ricomposizione. Lo ricordo fra le spire del tabacco, ma non poteva essere, perché allora era già vietato fumare nei luoghi pubblici.

Ci invitò a leggere, questo sì, e la rosa che ci porse probabilmente fu la mia piccola biblioteca fondamentale, perché prima leggevo a caso, dimenticando, e dopo la sua morte anche di più.

Fu nuova per me la qualità dello sguardo che ci proponeva di lezione in lezione, sulle larve inventate, ma proprio nel senso di in-venute, dalle e nelle pagine dei libri. Mai si mostrarono così urgenti e vive come quando passavano dal discorso della sua lingua, lungo un cammino umano di errori, di giustizie e di consapevolezze, e dalle sue infinite dissezioni.

La teoria della letteratura era un terreno scientifico e divino. C’era un testo effuso su un detto e un non-detto e l’implicito oltre all’esplicito, e perfino il loro dialogo segreto, potevano essere oggetto di una indagine che era anche qualcosa come una cavalcata attraverso i mondi e i tempi, fisici e sottili. E mi sembrava fossimo tutti troppo deboli, troppo nuovi all’esistenza per una cosa così grande come la sua letteratura.

Ho ricordato il biglietto con la scadenza del parcheggio e me ne sono andata prima che l’incontro fosse concluso. I gabbiani avevano risalito la foce dell’Arno, attirati forse dalla sporcizia della città. Mentre cammino, nel mio organismo si sta producendo una piccola infezione. Una cosa da nulla, un’incapacità della cute di emendarsi dalle impurità, il sudore o le tracce di una peluria nascente. Nella mia rappresentazione, è solo un piccolo addensamento che duole e che richiama una energia seghettata e brillante, vicina alle facoltà delle gramigne quando si approssima l’agosto. Dieci anni prima capitò la stessa cosa ma non compresi in tempo e il piccolo duolo progredì fino a divenire febbre e fu necessario tagliarmi e pulire il corpo con la lama e poi le garze. Grandi discorsi preparano i corpi in cui qualcosa dimentica di guarire.

Intanto ho comprato il libro di Francesco Orlando. Sulla soglia di un negozio, due commesse sversano una mistura rosa in una brocca, una terza ammazzetta una bracciata di iperico e lo adagia su una esposizione di creme per il viso. Ridono mentre il mio corpo s’infetta, mentre i cieli premono sul fiume e sui gabbiani.

Il libro, mi dico, devo leggere il libro. Eppure so già che sarà difficile arrivare in fondo. Non so cosa in questi anni si sia rotto, quale leggerezza mi assottigli, quale fragilità m’impedisca di seguire il filo del discorso. So che quando apro la bocca tutte le parole che non ho pensato corrono a infilarcisi dentro. E mi riportano al silenzio.

Annunci
Le parole e il silenzio

4 pensieri su “Le parole e il silenzio

  1. mi permetto di copiare qui il commento di Davide Pugnana, che non finirò mai di ringraziare.

    “Ci sono testi che avremo voluto scrivere noi perché fatti della stessa materia del nostro vissuto più intimo e profondo. Verso questi specchi fedeli, verso questi gemelli siamesi di penna non ha confini la gratitudine di aver risarcito e alleggerito al posto nostro la fatica di superare l’afasia del silenzio per giungere a nominare, senza cartilagini retoriche, il groviglio di oggetti malinconici che, da un certo momento di rottura in avanti, ci abita come un paesaggio obliquo e difficile da percorrere. Gli anni univerisitari sotto il segno di Orlando figurano così totemici e irreali che anche la giovinezza di un tempo dorato sembra staccarsi da noi e appartenere a quella città formicolante e malsana (non malata, ma inconscia) che Angelica descrive come un’appendice della mente e del corpo: un luogo topico, infetto, atroce e bellissimo, sotto quel cielo vasto quanto quelle biblioteche sciorinate a lezione che i nostri piccoli occhi da provinciali scesi da paesi a monte a stento reggevano. Se la letteratura era un discorso sul mondo, Orlando era la cinghia di trasmissione tra il pulviscolo minuto delle nostre docili e spaurite esistenze e il maremagnum della letteratura europea che di lì a breve ci avrebbe investiti e cambiati per sempre. L’ossatura del suo corso aveva l’estensione della Cappella Sistina; era – come scrive Angelica, polarizzandolo in due istanze complementari – “a un tempo scientifico e divino” , e proprio in quella frizione i testi dialogavano cedendo un poco del loro “segreto”. La sensazione di stupore e gratitudine era costantemente accompagnata da questo pensiero: “E mi sembrava fossimo tutti troppo deboli, troppo nuovi all’esistenza per una cosa così grande come la sua letteratura.” Orlando non ha mai giocato su questa sproporzione, pur evidente e inevitabile , anzi, penso leggesse nei nostri silenzi l’incubazione di future parole delle quali non avrebbe seguito individualmente il destino; ma che, in misura e gradi diversi, credo sapesse di incoraggiare attraverso la voce della tradizione dei classici. Questo testo di Angelica, che avrei voluto scrivere io se ne fossi stato capace e che sento rientrare in me come una costola mancante, è il risultato di quella stagione orlandiana che ha trovato forza nel “corpo” di uno stile maturo e coraggioso.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...