Una mattina di marzo

Ho comprato una torta per stasera. C’è un’aria leggera, le persone camminano tra le pietre, i monumenti galleggiano sul filo del selciato. Una giovane è appoggiata sulla soglia di un negozio di birre e tiene sul grembo un cesto intrecciato di fiori di carta. Si lascia fotografare,  marzo le fa velo sui fianchi e sul trucco e sembra quasi la sposa della carne di questo pomeriggio. Io dondolo il mio sacchetto verde, con dentro una crostata di more. E davanti a me  rivive la riviera e la caserma che tanti anni fa ospitava le mie scuole medie, e il giorno in cui dischiuse la porta l’insegnante di musica e la rosa che decise di indossare nel taschino, quando nacque la sua prima bambina. E aveva le labbra piene e gli occhi segnati e ci suonò una musica di Mozart. Era una mattina di marzo, pensandoci, il giorno in cui desiderai per la prima volta un uomo che sfioriva.

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