Il giunco

​Le palazzine liberty, l’aiuola di giunco, i pennacchi chiari al sole. Gli uomini  vanno e vengono dal reparto, con una borsa, coi fiori o con coccarde rosa o azzurre mentre  le madri riposano nelle stanze celesti. 

Questa cosa che è successa nel giorno della morte di Giordano Bruno, 417 anni dopo, questa cosa riguarda anche me. Lo sento quando ti sento, e so che potresti essere uno di quegli uomini con un foglio in mano, smarriti, che si grattano il mento. O potresti essere lo zigomo forte quando ti lasci mordere, sopra di me. 

Fanno chiasso, nel reparto e io sono un pericolo, sono una nuvola. Ti voglio. Senti come addensa la pioggia? E  tu, che potresti essere tutto, tutto, tu scegli la carne. Precorro il movimento di come mi spezzeresti i polsi, come vorresti vedermi strappati i capelli, per poi usarmi clemenza. 

Mi tocchi appena una mano. Passano gli inservienti col carrello e di me adesso sento solo tutto il mio sangue. E un seme di tempesta. E Amore, fra noi. 

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Il giunco

3 pensieri su “Il giunco

  1. Perché fra tanti nastri rosa e azzurri ve ne è uno rosso, il più grande e indistruttibile. Tessuto bianco di purezza tinto dall’indelebile sangue dei due amanti e della loro unione. Creature nate da tanto amore, dal sentimento scarlatto che non si può vedere, ma che tutto unisce.

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