Le rose dei venti

Può succedere in un bar. La pancia della tazzina si adagia in un altro mondo, il suo lato celato, il cerchio di latte schiumoso toccano una foresta e una radura e da lì una rupe dove forse galoppa una piccola creatura dalla testa piumata. O forse vola alla maniera terrestre, mentre il sole nel suo cosmo già si è fatto più alto e più vivo e il suolo nutre il giorno della grande strage. Il popolo osserva, i bambini non piangono, su tutto tintinna una musica in filodiffusione.

In un altro tempo, camerieri sbiaditi, piccolissimi, servono tisane alla liquirizia e dolci di pasta brioche, il banco dardeggia di incarti cangianti e il mio campo visivo si placa. Siamo qui, suggerisce, ancora qualche minuto su questa sedia, in questo tempo. Il Natale è passato da poco, su tutto tintinna una brutta musica in filodiffusione mentre tu mi siedi davanti e scacci grani di biscotto dalla sciarpa.
La tua barba mi fa socchiudere la bocca. Nei tuoi occhi chiari vedo il mio ventre vivo, le anche pulsare nella stoffa delle calze e la scriminatura che non sono riuscita a disegnare perfettamente, prima di uscire di casa.
Finisci il cappuccino, dici. E sì, adesso vedi anche che la mia pelle è muta e non ho più tanti capelli e ci sono vasi scuri che non sapevo e tessuti asciutti sotto i vestiti. Ti lisci la barba, sei già distratto dalle tante cose intorno. Io, per me, ti sorrido dal crinale, e mi lascio segnare la gola dalle tante rose dei venti, ancora per un po’.

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Le rose dei venti

5 pensieri su “Le rose dei venti

  1. Un incontro. Silenzi e ricordi. Due persone si vedono ma non riescono a esprimere quello che sta dentro di loro.
    Sempre belli i tuoi post.
    Sia il 2017 ricco di serenità, gioia e felicità.
    Buon Anno

  2. E’ un mondo a parte il tavolino, il piattino è un sole e la tazzina un satellite. Piccole stelle sbriciolate sulla sezione piatta e altre imprigionate sulla via che non è di latte, ma di sciarpa. Finire il cappuccino è decollare, stringendosi la tuta spaziale di cappotto e cappello e tornare in quella dimensione dove tutto corre troppo veloce, troppo ridondante. Un sospiro rimane inespresso mentre il freddo scuote gli animi e la stazione spaziale ritorna ad essere un bar, i messaggi alieni quali musica natalizia e noi… Noi siamo solo viandati sperduti fra Marte e la Terra

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