Panther

“Sotto i colpi resta freddo. Stai calmo, ma muoviti, tieni la guardia alta. Osserva. Aspetta di vedere il varco. E quando lo vedi, entra. Entra e giù duro,  veloce. Le tempie, il mento. E qui, lo senti qui il fegato? Sei mancino, usa il montante. E sdràialo.”
Accennò un colpo che mi fece barcollare. Volli interrupperlo ma fece un gesto di impazienza, per zittirmi.
“Sì, sì, non ti preoccupare, poi chiedi scusa.”
Mi prese le spalle,  sentivo il fiato che sapeva di cuoio e caffè. Un sole bianco tagliava gli specchi, la mensola del telefono, il registro macchiato con le presenze degli atleti. Mi scosse per fare in modo che lo guardassi negli occhi.
“mi senti? Prima sdràialo e poi chiedi scusa. Mi sono spiegato?”

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8 pensieri su “Panther

  1. non so perché, mi sono ricordata di una scena di un film con Alberto Sordi che diceva:”Aho! Ma che, prima spari e poi chiedi chi è?)
    beh… così… l’ho detto!
    😉

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