L’unghia dipinta

Stasera ho un’unghia dipinta, una su venti. Le altre sono lattiginose, sono come bucce di lupino. E stamani ero ancora più vulnerabile, senza nemmeno quell’unghia dipinta per ridere in una profumeria del centro.
Sì, stamani ero in fila per un caffè e qualcosa di importante è divenuto sfocato. Ovviamente all’inizio non era molto chiaro, mi sono solo resa conto di non sentire il solito vociare che mi suona nella testa. C’erano gli altri, quelli che riempivano il bar. C’era la donna dietro al banco, c’era la maranta e la sua urna appena bagnata d’acqua minerale,  c’era il cilindro d’acciaio pieno di fazzoletti.
Ma c’era silenzio.
E nel silenzio un vecchio spettro  è venuto a trovarmi. Si è lasciato vedere dalla superficie della nuca, delle spalle e del collo, dove tutto è divenuto elettrico nel mentre in cui si avvicinava. E io sentivo seccare le cartilagini alle ossa,  sentivo asciugare gli occhi, mutare i denti in una strana pasta minerale, sentivo i metalli di cui ero fatta e la voglia che scuote tutto, e la carne che tiene insieme  una morte nella sua lentissima esplosione. Questo diceva lo spettro e il sole bruciava di luce bianca e fuori gli alberi erano appannati e ne sentivo le pulci e i fili di ragno.
Non posso dire di aver combattuto. Piano piano, semplicemente, le mie fibre si sono cercate, come micelle, la carne ha ricordato se stessa, lo spirito ha patito il suo veleno. Ed è tornato il banco di resina  e i cornetti al burro e le caramelle esposte a cascata come sempre si presentano ai sensi.
Ho pagato e non potevo credere che sarei entrata in ufficio. Invece il tempo si è ripetuto per quello che di solito ci si aspetta.  Alla sera, prima di tornare a casa, sono andata in una profumeria e ho scelto tra gli smalti una boccetta ciclamino. È un fiore sacro, i suoi petali cadono come lingue non appena scema il freddo. Ho intinto il pennello e ho dipinto un’unghia sola, una su venti. E sono uscita con il cuore di chi ha con sé una lanterna preziosa o un talismano.

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L’unghia dipinta

10 pensieri su “L’unghia dipinta

  1. Sera d’estate
    (a legger poesie)

    Brillante vanità
    senza gioielli,
    cromatiche gocce
    che ammiccano
    dieci per volta,
    complici i sandali,
    fuxia, verde, rosso.

    I piedi sorridono,
    viaggia la stagione,
    puntini fluorescenti
    occhietti smaglianti.

    E’ un vantaggio
    l’esser donna
    nell’estate di unghie
    e nudi calzari.

    Sedute in circolo
    dimenticato pudore
    orgoglio e ribellione
    in un pennello
    e minuscola boccetta.

  2. Valeria ha detto:

    “…e la carne che tiene insieme una morte nella sua lentissima esplosione.” Come arrivano le tue parole! Sono intuizioni che si fanno profondamente sentire.

  3. Mi è piaciuto tantissimo leggere questa tua pagina, sai ricreare nitidamente le immagini con le tue parole. Anche se ci saranno una marea di significati ora che mi sfuggono, posso dire che mi sono rivista in questo tuo frammento e nelle sensazioni, un misto di solitudine e di desiderio di ricerca, che mi hanno invaso durante la lettura. Un caro saluto!

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