Il vestito di lana

Un vestito di lana aveva inghiottito un uomo in via Elisa di Lucca.  Spuntava la testa,  una mano al telefono e in fondo alla gola non era una voce, era più un folletto che gorgogliava. Cosa curiosa per un maschio di quasi due metri. Flette le gambe, stringe le spalle, la testa si lucida al sole d’aprile. Il guscio di lana rasata segue il corpo, la forma, il contegno virile.
“come si fa – squek! – ti avevo ben detto – squek! Squek! – dice al telefono – di controllare il contratto!”
Da una finestra le orchidee porgono il capo tigrato.
Non aspettano, non sanno.
Semplicemente stanno.

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