I frutti dei platani

Attraverso un camminamento, il fiume distende il suo corso in una discesa piatta, disegnata da uno scivolo di cemento. Il cielo è basso, i palazzi in schiera color tufo. La mia calma è  una lingua nera e le mie ansie  una schiuma sulla sua onda. Sento gli acheni incerti sulle piante, già si struggono per il desiderio delle acque e dei viali. Volare, aprirsi. La mia calma li vedrà forse come una nuvola, le mie ansie stritolate, incapaci di tanto, continueranno a tenermi insieme.

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I frutti dei platani

2 pensieri su “I frutti dei platani

  1. Sbuffi caldi verso il cielo di ematite. Il vapore dei sogni cozza, stride e si disintegra sfregando sulla lucida indifferenza grigia delle spire del Grande Serpente. Lo Jormungandr sa già tutto, ha già visto tutto e non saranno pochi aliti umidi di speranza a spezzarne l’assetto. L’acqua scorre senza posa portando ciò che è stato verso ciò che sarà in questo Otto Infinito dove Madonna Ansia e Madamigella Calma danzano leggiadre strattonando lembi di carne, intrecciando vene, dilaniando il cuore.

    1. Vedi, basta un tuo giro di frase, il tocco della tua penna e un pomeriggio triste si trasforma nella spira di un demone, in un feroce connubio di Parche, in una storia di cui già si scorgono i frutti… Non so come ringraziarti, mia stupenda poetessa.

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