Più in alto

wpid-wp-1448316065291.jpgSi è aperta la piazza sotto il cielo novembrino, quando il selciato ormai imbruniva per l’acqua raccolta ai piedi del monumento alla musa Urania.
Ella offriva il globo sostenuto e contenuto nel palmo della mano, lo offriva al niente e un ermafrodito, strana ancella dal pelo virile e i capelli sciolti sulle spalle,  le si abbandonava al fianco.
Si è aperta, e  la piazza suonava al murmure del vento, la corona dei platani e le foglie frustate dal libeccio.  Più in alto,  la luce pulviscolare del pomeriggio.  Più in alto, la membrana intangibile che separa l’aria dallo spazio,  dove ogni resistenza si incendia. Più in alto, chissà.
Restai ancora un poco seduta sulla panchina. Ripassai col dito le monete che avevo in tasca e calcolai che avrei potuto prenderci un pezzo di pizza e forse un caffè. Fatto questo mi alzai e aspettai le ginocchia fare <cric>, poi mi grattai la testa e mi avviai verso via della Polveriera.

La splendida foto che ritrae piazza Napoleone (Lucca), è di Daniela Lazzareschi, che ringrazio per la gentile concessione.

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10 pensieri su “Più in alto

    1. Grazie newwhitebear, sono molto felice di questo tuo commento… Mi interesserebbe capire cosa intendi per “forzate”, mi aiuterebbe a orientarmi.. Se puoi fammi sapere… Un abbraccio e buona serata a te!

      1. Cosa intendo per forzato? Nel senso che riempiono il pezzo senza aggiungere nulla. Quindi togliendole il senso del post non si modifica. Diventano un puro esercizio verbale e nulla più.
        Notte

      2. Capisco… Allora devo lasciar passare del tempo e poi rileggere il post perché ho molto ben presente la cosa che dici e in genere sto attenta a non scrivere più di quello che è necessario… però stavolta al mio orecchio quelle immagini non erano superflue ma avevano una loro vita. Urania ad esempio è la musa dell’astronomia e la sentivo vicina a quel cielo che giganteggiava su tutta la piazza. “murmure” era proprio la parola che mi era nata fra le labbra mentre pensavo al silenzio vivo del vento e delle foglie… Ma a volte uno scrive e ha nella testa delle cose e poi rileggendo dopo un po’ si accorge che quella forma, per quelle cose, era un po’ difettosa. Forse devo solo aspettare per chiarirmi le idee… Intanto però grazie! Un abbraccio, Fosca

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