La camicetta

Che strano entrare in un ipermercato. Si pensa di poter scegliere perché si è molto allargato il ventaglio delle scelte,  e  così si pensa di poter trovare tutto, per semplificazione.
Avevo una busta di plastica e dentro una camicetta sporca. La donna della lavanderia l’ha fatta scivolare e la camicia, che era sottile,  è volata sul piano di plastica.
Pensavo di metterla una sera di queste. Pensavo che stasera ti avrei visto passare.
E ho guardato la plastica lucida dello scaffale dei fiori di serra,  che erano incartati uno per uno coi loro pani giusti di azoto, fosforo e potassio, finché mi sono bruciati gli occhi.  La donna ha sollevato la camicetta dal cartellino come un’orecchia e ci ha spillato una striscia di carta.
<Ripassi domani>.
Ho pagato e sono scivolata di nuovo nella sera.

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La camicetta

6 pensieri su “La camicetta

    1. In realtà non ancora. Ma quando mi sono messa a scrivere al tavolino del bar dell’ipermercato mi guardavano tutti… Forse carta e penna son diventati oggetti singolari 🙂 buon sabato a te, un abbraccio

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