La notte prima di partire

È ancora notte. Ho versato la bevanda di soia nel pentolino.  Ho bevuto un bicchiere d’acqua, ho spaccato un pezzo di pane.
Fuori la Zora annusa le piante e il fiato le fa nuvole leggere.  Qualche pelo luminoso si stacca e per un attimo ondeggia nella bruma.
Intanto ho appoggiato alcuni fogli di giornale sul ventre e sui reni e ci ho steso sopra la maglia.
Ottocento chilometri.  Devo ricordarmi quando mi verranno le gallozze ai piedi e scoppieranno e butteranno sangue,  devo ricordarmi le garze e la pomata. Me lo raccontasti tu una sera prima di spegnere la luce che andò così mentre camminavi per Santiago e io ti volevo dire molte cose sciocche e probabilmente te le dissi mentre ti schiacciavo il naso contro lo zigomo (morsicato) e con la pancia ti cercavo la pancia.
Ora è tutto molto diverso.
Bevo piano, infilo le scarpe, controllo i documenti. La Zora cerca il cancello. Presto arriveranno, non abbiamo molto tempo.
È ancora notte.
Ma c’è speranza.

(un brano da “Storie randagie”)

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La notte prima di partire

3 pensieri su “La notte prima di partire

    1. Sì, sono frammenti… Grazie per il passaggio e scusa se ti rispondo solo ora, ma per un po’ la app di WordPress ha funzionato male e non vedevo le notifiche… Grazie e scusa! Un abbraccio

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