Per andare a casa

#1
Due donne, forse nonna e nipote,  di fronte a un grande cancello. Secche. La ragazzina racconta, la nonna ride e prova un mazzo di chiavi. Hanno gli stessi capelli radi.  Il cancello trema. Lungo la strada le macchine in fila e in una macchina ci sono io, un niente, una cosa di passaggio. Oltre il cancello c’è un palazzetto liberty, gli oleandri, gli stucchi. Nonna e nipote hanno le stesse gambe da fantino. Si sorridono.

#2
Nell’ora dell’uscita dagli uffici la città spurga ai piedi del cassero. Tendo un rametto come un arciere da là sopra fino allo schiocco. È un rumore prezioso : armonici acuti e quando uno non ce la fa più.

#3
Sono arrivati i tordi, si sente la nuovola lungo il viale e si sente lo zirlo del loro vociare. Un motorino mi saluta. Bella. E  io rido perché ora è venuta l’età dell’umorismo. Una discesa leggera e finalmente dimenticare questa processione. Si può mangiare una pesca qua fuori e volare lontano dagli esseri umani. Si può fare silenzio.

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6 pensieri su “Per andare a casa

    1. grazie newwhitebear, dopo il lavoro mi concedo una mezz’ora di passeggiata e mi piace buttar giù degli schizzi… non sapendo disegnare provo a farli con le parole… 🙂
      un abbraccio e buon fine settimana!
      fosca

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