Sono deboli le vie del piacere.

Sono deboli le vie del piacere. Titubano, dileguano poi rincrudiscono, si sciolgono, tacciono. Si compiono sempre. E in tutto questo io ci vedo cose prese forse a casaccio, come il loto impietoso, le larve umettate degli insetti, i filamenti fertili delle uova di rospo. E c’è anche, sempre forse, il seme di una grazia più antica, quando l’uomo scelse di sapere cos’era il bene e cosa il male e volse l’occhio già umido, già aperto alla divina confusione delle cose, ai suoi innumerevoli oggetti. E sentì per la prima volta aprirsi il respiro delle maglie della consustanzialità, si sentì ogni cosa, si sentì portar via. E, tremante di coscienza, cominciò a morire.

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Sono deboli le vie del piacere.

2 pensieri su “Sono deboli le vie del piacere.

    1. grazie almerighi, mi hai fatto un grande complimento… avevo in mente proprio un dialogo e una ricomposizione di queste due grandi forze, il piacere e la grazia… mi fa molto piacere che ti sia piaciuto questo pensiero. un caro saluto, Fosca

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