Le Veneri di terra

Io mi sono dovuta toccare il volto tante e tante volte per capirlo, come su di me hanno lavorato tempi di cui non posso conservare memoria, nelle proporzioni degli occhi e del naso, nell’ocra del volto, nelle ossa come un lungo discorso plastico, come una scultura nel tufo. Quanto e cosa ha lavorato così, come me in tante altre persone, in questi occhi neri, occhi toscani, e nei ricci e in queste pelli opache che conservano i colori di Siena, del Chianti, delle campagne arcigne, le spiritualità e la polvere dei cipressi, dei castagni, delle vigne… e queste giovani che vedo adesso e le loro proporzioni rinascimentali, io le vedo ridere, in tutto il loro corpo castigato da un nutrimento controllato, dai trucchi per farsi più rosa, più glauche, più lisce. io vedo loro attraverso, la loro sostanza antica, e le saluto tutte, veneri di terra.

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Le Veneri di terra

6 pensieri su “Le Veneri di terra

  1. Un attacco molto intrigante ‘Mi sono docuta toccare il volto…’ e una chiusa esaltante ‘o vedo loro attraverso, la loro sostanza antica, e le saluto tutte, veneri di terra.’. Ma tra l’inzio e la fine il post si sviluppa con armonia passando dalla prima persona alla terza.
    Veramente brava,

    1. ciao newwhitebear, ti ringrazio tanto per questi bellissimi complimenti… dopo qualche settimana di silenzio mi hai regalato un bel “ritorno a casa” 🙂
      un caro saluto
      fosca

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