Le radici

Mi fa male se la terra frana. C’è un dolore materiale legato ai danni alle cose e ai pericoli per le creature vive. Ma c’è anche un lungo rapporto con la mia limitatissima superficie terrestre, all’improvviso ferito. Quando tornando a casa ho intuito nel buio i fianchi dei colli ora sbranati, lo specchio dell’acqua nei campi e i molti alberi chini o dilaniati per aver sopportato troppo a lungo una pioggia maligna , ho capito che in tutti questi anni , senza che lo sapessi, io e la mia terra ci siamo parlate ciascuna come la sua superficie permetteva. Molto desiderare è stato desiderato, molta gratitudine, molti sguardi e molto ingegnarsi della volontà hanno accolto queste terre rosse, di cui pensavo di non sapere nulla. Ma ora che una breve tempesta le ha sciolte e devastate mi sono accorta di aver accarezzato molti dei loro alberi, ascoltato gli uccelli , speso tanti dei loro sassi azzurri in lanci e giochi di bambini. È un dialogo che ho iniziato in un tempo che ormai è diverso dal tempo presente, senza quasi volerlo, ma che ora dolorosamente reclama la sua parte. Forse sono le mie radici.

(queste poche righe sono datate 23 luglio, all’indomani di un nubifragio che ha colpito la zona in cui abito)

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Un pensiero su “Le radici

  1. si è sempre legati alla propria terra in un legame indissolubile, per questo motivo chi la usurpa e la depreda va condannato senza esitazione. La natura invede ha il suo libero arbitrio e non possiamo fermarla, perché si ribella contro le nostre prepotenze.

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