le pulizie

Ho buttato i diari, le carte dei lavori passati, gli ultimi ninnoli. Sono montata su una seggiola per pulire i volumi dell’Università, molti dei quali comprati ormai da quasi dieci anni e non ancora letti. Appartenevano tutti al mio grande programma di vita. Una specie di fame o di paura che in fondo gli esseri umani siano inaccettabili così come sono e che per ciascuno, a maggior ragione per me, ci volesse lungo cammino verso la propria perfezione. non un viaggio di esperienza e consapevolezza, semmai una marcia con una canna di fucile alla schiena. Ma di quello che ho studiato in tante notti, con tanta angoscia, saprei ridire forse poche cose e probabilmente sbagliate. Pazienza. Quel che mi preme adesso è poter stare in silenzio, al cospetto delle foglie che cadono.

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7 pensieri su “le pulizie

    1. Grazie Poetella, è quel senso sottile di cambiamento e allo stesso tempo di continuità che ti prende quando metti mano al passato. E non riesci a fare a meno di rileggerlo l’ennesima volta, con tutto quello che comporta….
      Un abbraccio
      F.

  1. Pulizie di mezz’estate. Una volta si facevano a primavera.
    Quello che ho appreso allì’università? Non ricordo tutto ma rivedendolo sicuramente sì.
    Però non dobbiamo scoprire il passato, che non riotrnerà mai più ma decifrare il futuro, che ci apparterà.

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