I segni

In un albergo quindici anni fa avevo assegnata una camera con altre mie compagne di scuola e c’era un ragazzo con noi perché la mia amica più amata era riuscita a farlo entrare e dormivano così abbracciati o poco altro mentre io guardavo dalla finestra la strada appannata lungo la costiera amalfitana. Il giorno giunse in fretta e lei si svegliò raggiante chiedendomi se si poteva restare incinta così e colà ma io non ne sapevo poi molto e mi tenni sul vago, con qualche gesto per dire che tutto su due piedi non era possibile spiegare. Poi mi interrogai perché a me non succedesse nulla del genere e per farlo provai i capelli allo specchio, pensando che magari fosse perché cadevano male. E nel gesto di portarli indietro il tempo accelerò e vertiginosamente vidi coi miei occhi spirituali come sarei stata adesso, in quali momenti del volto si sarebbero approfonditi i segni del l’invecchiare, come sarebbero caduti i lineamenti, quanto più duro o più triste sarebbe stato lo sguardo. E tutto successe così chiaramente che mi spaventai e volli tornare al mio volto presente, e di nuovo il tempo obbedì a se stesso e la mia faccia tornò intatta. Dieci anni fa sempre davanti allo specchio mi scurivo le ciglia e senza accorgermene formulai l’incantesimo che il mio viso non sarebbe mai cambiato. Oggi  ogni giorno che mi segna è benedetto perché mi ricorda di poter stare in pace col mio tempo mentre sulla cera del volto si imprimono di momento in momento tutti i passaggi salienti, tutto il soffrire e la gioia, come il ragno e la sua tela. Dell’invecchiare resta lo spavento e le infinite delicatezze per cui do giorno in giorno diventa impossibile formulare giudizi sulle cose e le persone come chi si accorge, a un certo punto, di non avere più parole per parlare del mondo che gli cresce intorno.

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I segni

7 pensieri su “I segni

  1. Il tempo che passa se ci aiuta a prendere coscienza di chi siamo realmente è il benvenuto e l’invecchiare non è un trauma. Tutto evolve sia interiormente che esteriormente e i segni del tempo quando accettati nemmeno si vedono. Un abbraccio. Isabella

    1. Cara Isabella, dici cose vere. Ma a volte il passare del tempo è come se mi togliesse forme di coraggio che prima sentivo più salde nel mio.spirito. non so perché succeda e non so se ad altri capiti lo stesso.
      Un abbraccio, Fosca

      1. Cara Fosca forse perchè il tempo che passa ci rende anche consapevoli che purtroppo non siamo eterni. Anch’io ho degli sbandamenti e il coraggio talvolta viene meno se mi soffermo a pensare. Per questo credo che dobbiamo un attimino guardare oltre e sorridere di più del bene che abbiamo sicuramente ricevuto e perchè no , dato. Avere fiducia poi che saremo in grado di affrontare ciò che il tempo ancora ci regalerà, è senz’altro
        il modo migliore per accoglierlo. Oggi compio sessant’anni una data che porta con sè parecchia vita vissuta ma sono consapevole che ancora tanto( almeno lo spero ) mi aspetta e sono consapevole che non tutto per ovvie ragioni, sarà facile. Voglio essere però coraggiosa e sperare al meglio. Altro non si può fare mia cara. Un abbraccio. Isabella

      2. Grazie Isabella per le tue bellissime parole, non potrei aggiungere nulla di più o di meglio a quello che hai detto. Però una cosa posso farla, un piccolo pensiero per la tua festa, spero ti piaccia:

        Joan Sutherland “Al dolce guidami” Anna Bolena: http://youtu.be/IG0ihi3ruXs

        Un abbraccio, Fosca

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