la luce dalla porta

Scrivo a testimonianza dei giorni e i giorni di cui parlo, a prescindere da quel che dico, sono sempre quelli che mi restano, per come possono restare, per quanta luce c’è sull’orizzonte. Ho pensato all’amore come a un’insoddisfazione, l’intelligenza a un’apparecchiatura da avvicinare con angoscia o curiosità. E di queste cose che sono le mie prime e le mie ultime cose so che resterà niente e conteranno niente, per me e per gli altri, a meno che non sia capace di portare la mia sostanza entro confini meno personali e più umani, e a quel punto raccontare. Allora, forse, il tempo maturerà le mie larve in bave di seta – e sarò pronta per mentire sul serio.

Ecco, ma tutte queste cose come posso dirle? Ad esempio, parliamo di una lezione di musica. Chi capirà o come potrò far capire come ha virato la porta, e la luce come è stata e come ha percosso i muri avvitati lungo le scale, quando sono entrata nel palazzo coi libri sottobraccio; e come mi è mancato il fiato e un’altra porta si è aperta al terzo piano, e sulle scale si è affacciato un uomo, e dietro di lui aveva un appartamento con una libreria d’acciaio e sugli scaffali maschere azzurre, come quelle del carnevale di Venezia?
Naturalmente, si trattava del mio insegnante. E mi ha teso la mano e come ogni venerdì ha lasciato che sedessi in poltrona col bacino quasi del tutto in avanti e ha iniziato a suonare il pianoforte e io insieme a lui a cantare, all’inizio come una signorina Ottocento tutta vergognosa e poi con una disperazione crescente.
Oh, non è facile manovrare il corpo, ciò che lo abita di fisico o di sottile, e infatti qualcosa nel corpo si è fatto muto o non ha suonato e l’insegnante ha voluto il mio braccio e ha domandato che lo lasciassi cadere fra le sue mani, mani molto calde e molto addestrate, e il braccio è caduto e insieme a lui la stanza e il pavimento e il riflesso tinta acqua sul vetro e la pietra scura a sostegno della finestra. È caduto tutto, me compresa, ma sono caduta come si ritira il flusso dei succhi organici e minerali per influenza della luna. Subito dopo, ho cantato benissimo.

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4 pensieri su “la luce dalla porta

  1. ragazzi, sono io che mi inchino a voi. tutti voi. siete bravissimi e mi sembra quasi impossibile che possiate interessarvi alle cose che scrivo. lo prendo come un grande dono. un abbraccio a tutti!

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