Il silenzio dell’uovo

Il bruno Renato/a Salsomaggiore,/m’offriva un sorbetto/al posto d’un fiore./Chissà che a Sirmione/un biondo Roberto/non m’offra il torrone? (R. Butazzi, Il silenzio dell’uovo)

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Il silenzio dell’uovo

8 pensieri su “Il silenzio dell’uovo

    1. il silenzio dell’uovo è un singolare quanto appassionante caso letterario. qui di seguito un breve articolo apparso su panorama
      “I poeti Torquato e Titina Gazzilloro hanno scritto opere fondamentali della poesia italiana ottocentesca, ma sono inspiegabilmente caduti nell’oblio. Renzo Butazzi, con la collaborazione della Società Parapoetica Italiana, del Centro Vaticano per l’Esorcismo dei Prolassi Verbali e del Sovrano Ordine dei Riesumatori Letterari, ha quindi imbastito un saggio critico sulla vita e le opere dei fratelli Gazzilloro, allo scopo di riconsegnare alla cultura nazionale due protagonsiti dimenticati.

      Il silenzio dell’uovo (pubblicato da Sagoma Editore) è chiaramente un gioco di fantasia. Butazzi costruisce una dettagliata e divertente analisi su due autori mai esistiti, inventandone il percorso creativo e biografico supportato da un’improbabile bibliografia di riferimento: titoli come La diversa influenza dei foruncoli e della gobba sulla creatività poetica o Calli, duroni e occhi pollini nella poetica tardo risorgimentale, non possono che far sorridere della creatività di Butazzi. Si tratta di umorismo allo stato puro, associato a una scrittura raffinata che rende “credibile” la scientificità di questo saggio.”

      per leggere un estratto del libro di butazzi <codehttp://books.google.it/books?id=bOCas8NeMrQC&lpg=PA93&ots=B-vW1EtujP&dq=il%20silenzio%20dell'uomo%20butazzi&hl=it&pg=PP1&output=embed

      1. io ce l’avrei ma non sarebbe educato scriverle. diciamo che tutti quelli che possono permettersi un ghostwriter e un posto, anche piccolo, nel main stream, secondo me hanno più possibilità di immettere un libro nei grandi circuiti di distribuzione rispetto a un quasiasi dostoevskij che ha avuto la sfortuna di nascere in questo secolo, e magari dalla parte “sbagliata” del mondo. e questo non sai quanto mi addolori.

      2. Scrivile, scrivile..chissà che non servano da deterrente ad altri “scrittori”. La prossima sarà Belen?
        Sicuramente hanno un ghost writer perché non sanno nemmeno parlare, figuriamoci scrivere!!

  1. @titti la cosa bella, forse, è che oggi abbiamo internet e una comunità diffusa in tutto il mondo che cerca in continuazione e in continuazione mette in gioco la propria identità. qui si può parlare e, sorprendentemente, si è ascoltati solo a patto che si rispetti una forma (la cara vecchia forma degli antichi) per la quale è necessario avere qualcosa, anche una cosa sola, da dire ed è eltrettanto importante dirla con chiarezza e personalità.

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